Top menu

CookiesAccept

Procedendo con la navigazione si accetta l'utilizzo dei cookie da parte di questo sito a fini statistici e per consentire un corretto funzionamento delle procedure di navigazione.

Per maggiori informazioni sull'uso dei cookie Per saperne di piu'

Approvo

INFORMATIVA AI SENSI DEGLI ARTT. 122 comma 1 e 154 comma 1

Utilizzo dei cookie da parte del sito/i presente/i all'interno del dominio: www.adozionebrutia.it

Che cosa sono i cookie

I cookie sono file di testo contenenti informazioni minime inviate al browser e archiviate sul computer, telefonino o altro dispositivo, ogni volta che si visita un sito web. A ogni collegamento i cookie rimandano le informazioni al sito di riferimento.
Ogni cookie è provvisto di una data di scadenza che, una volta raggiunta, determina la cancellazione automatica del cookie stesso dal dispositivo.
I cookie possono essere permanenti (cookie persistenti) in caso di scadenza elevata come ore, settimane o anni. Oppure temporanei (cookie di sessione) se vengono eliminati alla chiusura del browser.
I cookie possono anche essere cookie di prime parti se impostati dal sito visitato, oppure cookie di terze parti se inseriti da un sito diverso da quello visitato.

Che tipo di cookie vengono utilizzati da questo sito

Utilizziamo i cookie per migliorare la funzionalità del nostro sito web, consentire all'utente di spostarsi agevolmente tra le pagine, ricordare le sue preferenze e garantire un'esperienza di navigazione sempre ottimale oltre che un accesso sicuro alle aree riservate.
I cookie utilizzati nei nostri siti possono essere catalogati come segue:

  1. Cookie indispensabili
    Questi cookie sono fondamentali per consentire all'utente di spostarsi all'interno del sito e utilizzare i servizi richiesti, come ad esempio l'accesso alle aree protette.
    I cookie indispensabili sono cookie di prime parti e possono essere permanenti o temporanei. Utilizziamo questa tipologia di cookie per gestire la fase di registrazione e accesso da parte degli utenti. Senza questi cookie l'utente non potrebbe accedere ai servizi richiesti ed il nostro sito non funzionerebbe correttamente.
  2. Performance cookie
    I performance cookie raccolgono informazioni sull'utilizzo di un sito da parte degli utenti, come ad esempio quali sono le pagine visitate con maggiore frequenza.
    Questi cookie non memorizzano dati identificativi dei singoli visitatori, ma solo dati aggregati e in forma anonima.
    Questi cookie possono essere di tipo permanente o temporaneo. Per la raccolta di tali dati il sito utilizza cookie di terze parti forniti da Google Inc. Riferimenti più specifici sui cookie analitici di Google Inc. possono essere visionati cliccando qui .
  3. Cookie di funzionalità
    Questi cookie consentono al sito di ricordare le scelte dei visitatori (ad esempio il nome utente, la lingua o il Paese di accesso) e fornire funzionalità più personalizzate.
    I cookie di funzionalità possono servire anche per fornire servizi richiesti dall'utente, come l'accesso a un video oppure l'inserimento di un commento a un blog.
    Le informazioni utilizzate da questi cookie sono raccolte da appositi form compilabili, presenti all'interno del sito, i quali registrano le informazioni solo dopo consenso, da parte dell'utente, alle normative di privacy proposte. Con le informazioni contenute all'interno di questi cookie, non è possibile tracciare la navigazione degli utenti su altri siti web.
    Usiamo questi cookie per ricordare se un particolare servizio è già stato fornito all'utente e per migliorare l'esperienza generale all'interno del sito ricordando le preferenze dell'utente.
    Questi cookie possono essere permanenti o temporanei e principalmente di prime parti.
  4. Cookie di soggetti terzi
    Su alcune pagine del nostro sito ci possono essere contenuti di servizi come YouTube o Facebook. Non controlliamo i cookie utilizzati da questi servizi, per cui invitiamo l'utente ad accedere al sito di questi soggetti terzi per le informazioni del caso.

Come gestire e disattivare i cookie

Per limitare, bloccare o eliminare i cookie basta intervenire sulle impostazioni del proprio web browser.
La procedura varia leggermente rispetto al tipo di browser utilizzato. Per le istruzioni dettagliate, seguire la guida del proprio browser.

Attenzione: alcune sezioni del nostro sito web sono accessibili soltanto abilitando i cookie; disattivandoli è possibile che l'utente non abbia più accesso ad alcuni contenuti e non possa apprezzare appieno le funzionalità del nostro sito web.

Conclusioni

Per ulteriori informazioni sui cookie utilizzati da questo sito web è possibile contattarci direttamente all'indirizzo  adozione.brutia@gmail.com

Utilizzando il sito senza rifiutare e/o disattivare cookie e tecnologie simili online, gli utenti acconsentono al ricorso a tali tecnologie da parte nostra per la raccolta e l'elaborazione di informazioni sopra descritte.
Per una visione estesa della normativa espressa dal garante della privacy clicca qui .

СНПЧ А7 Курск, обзоры принтеров и МФУ

Cinque idee per l'adozione internazionale VITA.IT dal quale proponiamo qualche citazione:

Marco Griffini, AIBI: «lo stereotipo che da anni girava per cui nel mondo non ci sono bambini adottabili. La ministra Bonetti nelle sue prime dichiarazioni ha parlato invece dei tanti bambini che nel mondo aspettano una famiglia. Basta venire una settimana in un ente autorizzato per vedere quanti sono i minori adottabili nelle liste che ci arrivano: certo sono ragazzini grandi 12-13 anni, entrati in istituto a 2-3 anni. È un problema serio, occorre ricominciare a parlarne e a pensare soluzioni nuove. Ad esempio la Colombia continua a chiedere all’Italia di aprire alle vacanze preadottive, ma noi non rispondiamo…».


 

All’interno, le priorità sono «i decreti vincolati emessi da tanti Tribunali, in testa quello di Venezia» e la «formazione delle coppie, perché stanno arrivando coppie che non sanno cos’è oggi l’adozione internazionale oggi, pur avendo fatto formazione con i servizi». Il problema è che «si è interrotta l’osmori tra enti autorizzati e servizi, occorre rimettere tutti gli operatori fianco a fianco, tutte le quattro gambe delle adozioni, per una nuova stagione di formazione congiunta. Noi stiamo pensando di rendere obbligatoria la formazione prima di dare mandato», anticipa Griffini. Sul fronte esterno, il rilancio delle adozioni ha a che fare con la politica, con la «speranza che ministra Bonetti voglia riprendere in mano la CAI dal punto di vista politico, proiettandola con impegno con verso l’esterno» ma anche con l’interlocuzione con vari soggetti a livello internazionale, dall’Aja alla Commissione Europea, dall’Unicef all’Onu «d’altronde questo raggruppamento è il più numeroso e il più importante al mondo, può legittimamente aspirare ad essere un interlocutore per queste realtà». Griffini elenca una serie di domande: «perché l’adozione internazionale non rientra fra i sistemi di protezione dell’infanzia? Perché Unicef non ha mai fatto un rapporto sulla situazione dei minori abbandonati nel mondo? È vero che se un Paese chiude le adozioni internazionali ha un rating superiore per avere finanziamenti? E in Europa, perché non creare una banca dati europea per capire quanti sono i minori abbandonati in istituto?».


 

Gianfranco Arnoletti ci sono fior fiore di decreti per bambini fra 0 e 2 anni che creano solo illusioni, perché i bambini di oggi non sono quelli. Cerchiamo famiglie per i bambini di oggi, non per bambini che non ci sono o non arriveranno mai», denuncia anche lui. Serve «uno scrollone alla politica» e «occorre invitare delegazione straniere, fargli incontrare i bambini di dieci anni fa, oggi cresciuti e felici… Sembra impossibile, ma pare che la CAI non possa invitare delegazioni estere per via del contenimento dei costi…», dice. Cosa serve alle adozioni internazionali per il loro terzo decennio? «Un po’ di quell’atmosfera di felicità che ha fatto tanto bene alle famiglie nel primo decennio. Non mi piace il termine “rinascita”, ma quello che è necessario oggi è che ogni soggetto protagonista di questo mondo si riprenda il proprio ruolo il proprio spazio sociale».


 

Paola Crestani «Un anno e mezzo fa, al meeting di EurAdopt, Mia Dambach, direttore dell’International Social Service disse che nel mondo ci sono 2,7 milioni di minori in istituto, di cui solo il 20% è senza famiglia e quindi è adottabile. Sono pur sempre mezzo milione di bambini… Però adozioni diminuiscono. Io credo che le adozioni internazionali diminuiscano tanto perché stanno aumentando le chiusure, i nazionalismo, il concetto dell’ “a casa propria”. Vale per l’Italia ma anche per i Paesi di provenienza. È molto cambiato contesto culturale rispetto a quello in cui a fine anni ‘60 è nata l’adozione internazionale: allora c’era uno spirito di apertura, di fratellanza universale che adesso non c’è più. Alla base delle adozioni internazionali c’è il concetto che ogni bambino ha gli stessi diritti in qualunque parte del mondo sia nato e che ognuno di noi di quel bambino si sente responsabile, indipendentemente da dove vive». Crestani racconta i concetti che passano ormai quotidianamente dalle istituzioni: «ci occupiamo noi dei nostri bambini, li affidiamo alle nostre famiglie” sono il parallelo del “pensiamo ai nostri e non agli altri, perché il sistema di welfare è già in difficoltà così”. Tutto questo non è un terreno fertile per le adozioni internazionali, è evidente che c’è bisogno anche di un cambiamento culturale ed è proprio per ambire a questo che è necessario unire le forze: abbiamo approcci diversi e modalità operative diverse, ma sono certa che tutti siamo accomunati dalla consapevolezza che l’adozione internazionale è uno strumento potente di tutela dei minori, che funziona bene e che garantisce ai bambini la possibilità di vivere in una famiglia. È un lavoro impegnativo che ci coinvolge tutti, non solo chi è interessato all’adozione ma tutta la società e tutte le organizzazioni della società civile». La speranza viene dai semi gettati: «L’adozione internazionale sparso semi nella nostra società, le nostre famiglie colorate dimostrano che l’accoglienza funziona e funziona bene.. siamo un lievito per questa società accogliete che vorremmo far tornare a crescere».

 leggi anche I decreti vincolanti del tribunale di Venezia

: